Facebook at work
Arriva Facebook piattaforma professionale.
Da qualche giorno a questa parte si legge di questa nuova trovata di Zuckerberg, secondo il Financial Times il suddetto avrebbe messo insieme una squadra di ingegneri londinesi per elaborare la nuova piattaforma del suo sociale: Facebook at work.
Si tratterebbe di una piattaforma come LinkedIn dove è possibile gestire il proprio profilo personale dividendolo dal profilo privato.
E si che di aziende che hanno messo una limitazione ai Social, nella rete aziendale, per improduttività del personale, ce ne sono state tante… presto detto: perso quel target il lungimirante Mark Zuckerberg ha ben pensato di rendere aziendalmente utile il suo servizio. A quanto pare i nuovi servizi verrebbero corredati di spazio cloud, possibilità di creare gruppi e chat, e ancora di una piattaforma gestionale delle informazioni personali come outlook o mail. Un servizio, il suo, che sembra voler contemplare i trecentosessanta gradi.
Da rete interna per gioco qual era quando è nato, ricordiamo che poco più di dieci anni fa era un modo per entrare in contatto con compagni di corso universitari, Facebook si rende ancora più universale, dopo la conquista del tempo di svago di un terzo della popolazione mondiale, circa 1,4 miliardi di persone, volge ad affacciarsi al mondo del business, creando forse scompiglio in quello che è il mercato dell’apparentemente diretto concorrente LinkedIn, che conta circa trecento e qualcosa milioni di utenti. Quali ne saranno i risvolti? Lo scopriremo solo vivendo recitava una famosa canzone…
Non dimentichiamo che anche What’s up è già proprietà di Zuckerberg; che non gli bastassero i già miliardi di utenti che aveva? Ricordiamo inoltre che il social è il primo preferito in classifica solo in Italia, a differenza di Twitter il preferito in America.
Facebook at work: Facebook per il business può funzionare?
Essere in contatto con tutti è senza dubbio una grande agevolazione in termini di tempo.
I social, come tutti sappiamo sono uno strumento utilissimo che pemette di rimanere in contatto con i tuoi amici (nel caso di facebook) , o i followers ( nel caso di twitter), e permette di rimanere aggiornati sulle ultimissime news. Sappiamo anche d’altra parte, che non sempre i contenuti sono notizie di cui fidarsi.
Un utente immerso nel mondo di internet si trova ripetutamente a dover scegliere se credere e considerare una determinata informazione. Fortunamente dalla parte dell’utente c’è Google, che “sfama” la smania dei più scrupolosi con pochissimi click (anche se qui ci sarebbe da aprire una parentesi, lo faremo in un altro post).
Se il signor Zuckerberg , trovasse il modo di salavaguardare i propri iscritti dai tantissimi “abbagli” , facebook diventerebbe un social molto più serio e pulito, e non ci sarebbe bisogno di uno spazio esclusivo per il lavoro.
Ma siamo veramente sicuri che sia questo che gli utenti vogliono? Probabilmente no, perchè se facebook è riuscito a guadagnare così tanti seguaci, una delle ragioni, è proprio quella che vuole ognuno libero di postare qualunque cosa gli venga in mente: il social è un momento di svago, a dimostrazione la miriade di “like” sui post che vedono protagonisti gattini, incidenti, brutte figure e quant’altro. Staremo quindi a vedere come la squadra affronterà in termini di comunicazione il rivisitamento di funzionalità nel caso di Facebook at Work.
Altri articoli che potrebbero interessarti: Facebook ringrazia gli amici… • tormentoni facebook


